Stemma9Nel 1797, durante il periodo rivoluzionario, i leoni e gli stemmi gentilizi di alcuni rettori veneti furono deturpati e murati per nasconderli dai giacobini nostrani, tuttavia durante il restauro del 1881 ne vennero alla luce otto al lato sera di cui solo cinque identificati. Fu grazie all’intervento dello storico conte Francesco Sforza Benvenuti che aveva l’incarico di Ispettore circondariale degli scavi e Monumenti, se gli stemmi furono lasciati sul posto. Successivamente nel 1917 se ne scoprirono altri tre sotto il balcone de Podestà e uno al fianco sinistro del portale che immette al Palazzo Pretorio (sua residenza), purtroppo non identificabili per le scritte completamente abrase.
Questo che proponiamo, il primo partendo dal Torrazzo, è del rettore veneto Vincenzo Gritti Podestà e Capitano di Crema, la data d’ingresso fu il 6 giugno 1535 e di partenza il 9 ottobre 1536, l’incarico durava dal 1469 16 mesi. L’epigrafe poco leggibile riporta la seguente scritta: “VINCENTIO GRITI PRAETORI MDXXXVI”. E’ uno delle armi marmoree meglio conservate e di grande impatto visivo.

Stemma2Giorgio Zorzi (o Giorgi) 1623-24
Questo stemma che proponiamo, è il secondo degli identificabili ed il terzo partendo dal Torrazzo, situato sopra la sesta colonna del portico municipale, uno dei pochi identificabili, è del rettore veneto Giorgio Zorzi (o Giorgi) Podestà e Capitano di Crema, la data d’ingresso fu il 2 luglio 1623 e di partenza il 1624, l’incarico durava dal 1469 16 mesi. L’epigrafe poco leggibile riporta la seguente scritta: “PRECLARA INSIGNA ILL.MI RECTORIS PRESTANTISSIMI GEORGIJ GIORGIO AD POSTERVM MEMORIAM CREMENSES VNANIMI POSVERE MDCXXIII”.
(le gloriose insegne dell’illustrissimo Podestà, l’eccellentissimo Giorgio Zorzi , per la memoria dei posteri i Cremaschi unanimi posero, 1623).
Lo stemma marmoreo è stato totalmente scalpellato nei suoi rilievi ed ornamenti, si è solo salvata l’epigrafe che abbiamo riportato sopra. Fu scoperto durante il restauro della facciata del Municipio nel 1881.

Stemma4Lo stemma marmoreo che proponiamo, situato sopra la dodicesima colonna partendo dal Torrazzo, è del rettore veneto Giovanni Zeno Podestà e Capitano di Crema, la data d’ingresso fu il 6 marzo 1616 e di partenza l’anno 1618; l’incarico durava dal 1469 sedici mesi.
L’epigrafe abbastanza leggibile riporta la seguente scritta: “IOHANNI ZENO PRETORI ET PREFECTO DIFFICILLIMO SI UNO TEMPORE IVSTITIA ET ARMIS OPTIME GESTA CIVITAS POVIT GRATI ANIMI POSTERIS MONVMENTVM MDCXVIII”.
( A Giovanni Zen Podestà e Capitano di Crema, ottimamente guidata con la giustizia e con le armi in un periodo quanto mai difficile, pose come testimonianza di gratitudine per i posteri, 1618).
Questa insegna araldica è una delle poche ben conservate.

Stemma3Lo stemma è del rettore Antonio da Ponte, il periodo della sua reggenza fu dal 15 luglio 1618 al giugno 1620.
Nella sua carriera ricoprì il suo primo rettorato in qualità di Podestà e capitano a Crema, e al ritorno in Venezia divenne procuratore sopra gli atti dei Sopragastaldi (22 nov. 1620), carica dalla quale si dimise il 30 marzo 1621 per assumere quella più autorevole, di saggio del Consiglio.
Era il risultato del suo lavoro e del prestigio di cui godeva la famiglia, disgraziatamente destinata all’estinzione per la mancanza di figli maschi; morì a Venezia il 30 aprile 1632. Purtroppo lo stemma come possiamo vedere dalla fotografia è completamente scalpellato nei rilievi e soprattutto nell’epigrafe. Notare al centro dell’insegna il ponte veneto.

Stemma5Lo stemma che troviamo sopra la quattordicesima colonna partendo dal Torrazzo, è del rettore e Podestà – Capitano Federico Cavalli; il periodo della sua reggenza fu dal 3 luglio 1614 al marzo 1616.
Nel 1615 volle istituire l’archivio notarile nel Torrazzo,ove custodire le “scritture pubbliche ogni qual volta seguita la morte di qualche notaro non rimanesse di quella famiglia chi gli Atti da lui rogati custodisse : onde prudentissimamente ordinò il Podestà Cavalli, che raccolte le scritture antiche, e quelle che di mano in mano sarebbero venute, tutte nel detto archivio dovessero conservarsi.”
A testimonianza del fatto esiste un quadro custodito nel palazzo Comunale, con il Podestà Cavalli che consegna le chiavi dell’archivio notarile.
L’archivio fu trasferito nell’800 a Lodi.
Lo scudo gentilizio di ottima fattura e disegno, fu scoperto durante dei lavori nel 1935, su di esso domina la figura del cavallo sia nello scudo centrale inquartato, che sulla cimasa; sfortunatamente l’epigrafe come possiamo vedere è quasi completamente scalpellata e poco leggibile.