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GLI
ARMAIOLI CREMASCHI
E
LE ARMI DEGLI AUSTRIACI
Mario
CASSI |
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Si
trovano facilmente armi Austriache risorgimentali, cimeli delle varie
battaglie, poche di quelle Sarde (esercito), e poi Italiane, numerose le
sciabole da ufficiale perché di proprieta’ degli stessi, rare invece le
armi da truppa perché di proprietà dello stato. Nella meta’
dell’Ottocento le armi Bianche raggiunsero il massimo dello splendore ed
eleganza e poi inizio’ un declino a favore
delle armi da fuoco, in rapido progresso,
fino a diventare macchine
da guerra.
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LA GUARDIA CIVICA, POI NAZIONALE.
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Il
primo esempio di “ Guardia
Civica ”
si ebbe nell’aprile del 1814, come si deduce da alcuni documenti
dell’epoca. Importante è un manifesto* della “ Reggenza
di governo Provvisoria ” Milano, 21 aprile 1814 affisso a Crema.
Esso stabilisce il
Distintivo della “Guardia”. “…determina
il distintivo Civico compresa la Guardia Civica, è la Coccarda Bianca e
Rossa. Per la truppa di linea, non essendo per ora possibile
l’introdurre differenza tra i corpi stazionati in Milano e gli assenti,
si ritiene la coccarda
attuale, e ciò sino ad ulteriore deliberazione.” Determinazione
poi interdetta con manifesto* della “Cesarea Regia Reggenza
provvisoria di Governo”del 13 giugno 1814: “La coccarda
provvidamente introdotta dal consiglio comunale di Milano ed approvato
dalla Reggenza in un momento in cui un distintivo Civico poteva essere
necessario, viene ora interdetto.” Tutto ciò, perché nell’attesa delle truppe Austriache. La
“Guardia di Crema ”, nacque nel luglio 1859 dopo
la ritirata Austriaca volontariamente come “Guardia
Civica”, abito borghese
e vecchi fucili
sottratti dalle caserme con
obiettivo la sicurezza pubblica e la costituzione di un esercito per
presidiare le città “
liberate ”. Il
“ libro matricola ” della G.N. (Guardia Nazionale) comprende quasi
tutti gli esponenti militari del Risorgimento
Cremasco, che si distinsero in parecchie battaglie. “Una Milizia al servizio della patria”, è “la Legione di Crema”. Il
Tiro Mandamentale; nacque e venne
inaugurato il 12 aprile 1862 per volontà dell’eroe dei “due
mondi”,che informava ”…come sia vivo desiderio del Grande Italiano
che i vantaggi dei Tiri Nazionali vengano dalle Città estesi anche alla
Campagna.” Notevole
l’impegno di personaggi cremaschi che mesi prima avviarono una
sottoscrizione con quote da 5 franchi, ove aderirono privati ed altri
comuni del circondario. ”La carabina è l’arma dei popoli liberi e intelligenti” disse Giuseppe Garibaldi a Crema, durante la sua visita; aggiunse: “Italiani il milione di fucili ci condusse a Palermo e a Napoli. Un milione di tiratori spazzerà senza bisogno d’aiuti esterni il suolo d’Italia dallo straniero che ancora lo calpesta”. Un esempio è la Carabina Federale Svizzera modello 1851*, appartenuta al Garibaldino Cremasco Antonio Piazza, una plachetta ovale d’argento ne fregia il calcio come uso nell’epoca, con nome e cognome e “Crema ”*. “…L’attività’
di questi
Armaioli Cremaschi;
Cesare Rosaglio e
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Nello Nello stesso periodo, 1860 circa, furono costruiti i quattro esemplari ad avancarica conosciuti dell’armaiolo Cremasco Gaetano Riboldi, con negozio nella vecchia Contrada Serio (l’attuale Via Giuseppe Mazzini, dal 27 giugno 1909). Un esemplare, il piu’ piccolo e a mio avviso il piu’interessante*, fu creato per il figlio di qualche benestante, che accompagnava il babbo a caccia, molto fine nei particolari, nella scelta del legno per il calcio in radica di noce. Le due doppiette ben finite anch’esse con la calciatura in noce riportano la scritta divisa per ogni cartella: G Riboldi, in Crema sull’altra. Il
quarto esemplare*, monocanna abbastanza lungo, civile, canna liscia come i
precedenti, calcio in noce, senza attacchi per baionetta, riporta sulla
cartella la solita scritta: G.Riboldi
in Crema. Cesare Rosaglio, nacque il 20 agosto 1788, morì il 4 novembre 1857. Nobile Cremasco, inventò nel 1826 uno “schioppo” a una canna e a cinque colpi. Costruito dall’armaiolo Milanese Carlo Maria Colombo. Quattro anni dopo, nel 1830, ideò uno “schioppo a sei scariche successive di una sol canna”*, costruito dal meccanico Cremasco Giacomo Verno, che nel 1841 portò a 12 colpi. Lo
schioppo è certamente il più conosciuto e che ho personalmente visto
perché un’esemplare dei tre conosciuti è di proprietà di una famiglia
Nobile Cremasca. Un’altro è all’armeria reale di Torino; e uno in un
museo Veneziano. Cosa
rilevante, è che precedette di un decennio l’inventore
americano del revolver, Samuel Colt che ne brevettò il sistema.
Nel Regno Lombardo Veneto, le truppe Austriache occupanti, erano
bene equipaggiate, organizzate e
ben armate. Ebbero
in dotazione, all’inizio, il fucile militare ad avancarica a pietra
focaia tipo 1777*,
dopo il fucile militare ad avancarica a tubetto, modello 1842 da
fanteria, sistema Console -Augustin*,
e in fine il buon fucile ad avancarica a capsula,
modello 1854 da fanteria I e II tipo*, canna rigata, erano chiamati
“Lorenz” dal nome dell’inventore
dello speciale proiettile
ogivale a compressione; primo
tipo, tacca di mira fissa; secondo
tipo tacca regolabile. Il
corpo dei “cacciatori”, ebbe in dotazione il fucile militare ad
avancarica a capsula modello 1854 Jaegerstutzen*; è una carabina rigata
da tiratore scelto ad alzo a slitta regolabile, molto precisa per i
tiri a lunga distanza, con sciabola baionetta quasi lunga quanto la
carabina stessa, la speciale
bacchetta si portava separata dall’arma appesa alla schiena.
Quest’arma era tristemente famosa presso i Garibaldini nelle
campagne 1859-1866, che la citavano spesso raccontando i loro scontri con
i Kaiserjaeger (cacciatori imperiali). Ebbero in dotazione, in particolare la cavalleria, le belle pistole ad avancarica; a tubetto modello 1844, e a capsula modello 1859*.
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