|
|
|
Villa Obizza |
|
|
FIRMA DELLA DICHIARAZIONE DI INTENTI RELATIVA ALL’ACQUISTO DI VILLA OBIZZA SITUATA A BOTTAIANO DI RICENGO - ( Cr) In data 20 luglio 2006 alle ore 11.00 presso la sede della Provincia di Cremona a Crema : Il signor Marco Ovani Invernizzi rappresenate della proprietà Villa Obizza L’
On. Giuseppe Torchio, Presidente della Provincia di Cremona Alla presenza dei rappresentanti del nostro Comitato “ Amici di Villa Obizza” firmano per acquistare Villa Obizza al prezzo di 190.000 euro. La Provincia di Cremona si impegna entro sei mesi dalla sottoscrizione a indicare la persona giuridica alla quale intestare la proprietà della Villa, e a reperire i fondi per l’acquisto, fermo restando che la Soprintendenza stanzierà i fondi per la prima parte della messa in sicurezza.
|
La
settecentesca Villa Obizza, dopo decenni d’incuria, è ridotta
in uno stato di drammatico abbandono e desolante sfacelo che la
porterà al crollo totale se non si interviene al più presto per
recuperarla. Villa
Obizza a Bottaiano,
piccola frazione di Ricengo (Cr), è l’unico esempio di grande
dimora storica lombarda realizzata secondo i canoni e gli stilemi
architettonici delle famose del Veneto, considerate un patrimonio
di tale valore storico-artistico da essere inserite nella World
Heritage List dell’UNESCO già dal 1996. L’avanzare del
degrado prelude ad un prossimo crollo di tutta la struttura della
villa se non si interviene quanto prima con un restauro di
consolidamento strutturale. Si
rischia così di perdere una testimonianza importante sia per la
storia del territorio sia per la
particolare struttura architettonica che si presenta unica
nel suo genere in area lombarda. Il
comitato “Amici
dell’Obizza”, che ha tra i fondatori L’Araldo, ha sede presso il Comune di Ricengo, nasce per
promuovere una campagna mirata al recupero architettonico di
questo importante monumento e ideare progetti di riutilizzo della
villa al fine di riportarla a nuova vita. A tal proposito è in
fieri il progetto di costituzione di una Fondazione
mista, tra Comune di Ricengo, Provincia di Cremona e privati. Un
progetto ambizioso, ma che darebbe la possibilità di godere di
uno strordinario edificio. Obbiettivi:
acquisizione della proprietà della villa da parte della
Fondazione, messa urgente in sicurezza, restauro e relativi
progetti di destinazione d’uso. Obbiettivi Raggiunti: -
febbraio
2006 La
Soprintendenza per i Beni culturali e la Provincia di Cremona
hanno siglato un protocollo
d’intesa, inserendo la Villa nell’elenco degli otto
edifici in emergenza, da mettere al più presto in sicurezza. -
Luglio
2006
La Provincia di Cremona firma una dichiarazione di intenti con la
proprietà della Villa per l’acquisto della stessa.
|
|
|
|
|
Alla villa si arriva attraverso la provinciale che conduce da Camisano a Ricengo e si trova all’altezza della località Bottaiano di Ricengo. La villa è una delle poche residenze (un altro esempio è la Villa “Albera” di Salvirola) di stile veneto nel nostro territorio.
|
|
La
storia
Gli
Obizzi risultano essere proprietari di fondi, e relativi edifici agricoli,
nel comune di Bottaiano già dal 1554. Fu solo alla fine del 1600 che si
diede inizio alla costruzione della villa, per volontà di Giò Matteo
Obizzi, nobile consigliere della città di Crema. La villa venne terminata
nel 1702, come risulta da due epigrafi poste sull’edificio. La
proprietà della villa passò dagli Obizzi ai Monticelli
nei primi anni del 1800. Con la morte di Vincenzo Monticelli, che
sposò Maria Obizzi nel 1816, si estinse la famiglia Obizzi. Negli anni
successivi i diversi eredi spogliarono la villa di tutte le suppellettili
(compresi splendidi arazzi di Fiandra e
i camini), trasferendoli nella villa di Ripalta Guerina. Da
quel momento la Villa Obizza subì un progressivo abbandono. Nell’area
della villa continuava l’attività agricola e l’edificio nobile
divenne addirittura deposito per
le derrate agricole, nonostante che, il 13 aprile 1912, l’immobile
venisse posto sotto vincolo artistico.
|
|
La
villa Di
impianto chiaramente Palladiano, la villa si distingue per il suo intimo
contatto con l’ambiente ma
si pone anche come elemento di distinzione nel paesaggio. L’orientamento
della villa vera e propria è sull’asse est-ovest. All’interno
meritano una citazione: -
il salone d’onore, che in altezza arriva a inglobare anche il mezzanino.
È caratterizzato da un imponente soffitto a padiglione, poggiante sulla
cornice con contrafforti e quattro grandi pennacchi d’angolo. Al centro
un rosone a stucco formato da una circonferenza alla quale si appoggiano
quattro triangoli in posizione ortogonale; -
il mezzanino posto in fregio al salone e prospettante nel salone stesso
attraverso tre finestrelle simmetriche, a cui si accede da un atrio
voltato ad archi ribassati sorretti da due eleganti colonnine; -
il salone posto all’ultimo piano, molto solenne, caratterizzato da un
soffitto a cassettoni lavorati (un tempo decorati), di grande altezza
dovuta alla presenza del timpano che sopralza il tetto lungo tutto
l’asse est-ovest.
|
|
Brevi
cenni sui tentativi di recupero: Dal
2003 ad oggi non è
stato fatto più nulla né in termini di diffida o denuncia alla
proprietà nè in termini di trattativa per acquisire la villa. Il
piccolo comune di Ricengo non è
economicamente in grado di sostenere una tale impresa né
avrebbe titolo per farlo. La tutela dei beni storico architettonici
sottoposti a vincol spetta al proprietario e in seconda istanza allo Stato e ai
suoi organi preposti (le Sovrintendenze). Abbiamo
nel frattempo ottenuto il prestigioso appoggio del Presidente
dell'Istituto delle Ville Venete, Ing Zerbinati, ora Presidente
dell'Associazione Ville, Dimore e Giardini d'Italia Villa
Obizza è inserita tra i
progetti dei prossimi Accordi di Programma (come già avvenne nel
maggio 2003 quando la villa fu parte del documento "Tavolo
Territoriale di Confronto di Cremona") consentirebbe quindi
alla fondazione pubblico-privata, di usufruire di ulteriori fondi per la
valorizzazione di Villa Obizza, evitando quindi di gravare unicamente sui
fondi del ministero e delle sovrintendenze. È stato inoltre
firmato un protocollo di intesa tra provincia e soprintendenza, una,
auspichiamo, chiara dichiarazione di intenti per un intervento entro pochi
mesi. |